Mio padre si chiamava Enrico.
Tra tutti i pani che faceva, questo era il mio preferito.E non gli ho mai chiesto la ricetta.
Ero convinto che ci sarebbe stato sempre tempo.Che certi gesti, certe mani, certe abitudini non finissero mai.
Poi quel tempo si è chiuso.
Così ho provato a ricostruire quel pane.Non partendo da una ricetta scritta, ma dalla memoria: consistenza, profumo, crosta, piccoli dettagli.
Tentativo dopo tentativo, questo è il risultato più vicino che sono riuscito a raggiungere.Non è identico.Ma è abbastanza per riportare qualcosa in vita.
Fare il pane non è solo nutrimento.È memoria, trasmissione, identità.
Se anche tu senti che certe cose rischiano di andare perse, forse vale la pena provare a rifarle. Anche senza avere tutte le risposte.
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Qui trovi la ricetta:
– 250gr di farina forte
– 140gr di farina integrale
– 40gr di farina di segale
– 40gr di farina di farro
– 20gr di farina di mais
– 360ml di acqua
– mix di semi (20gr di semi di girasole, 10gr di semi di sesamo, 10gr di semi di lino, 20gr di semi di zucca)
– 25gr di fiocchi di avena
– 10gr di lievito fresco o 4gr di quello secco
– 10 gr di sale
– 30ml di olio
– 2 cucchiaini abbondanti di cannella
Mescola le farina in una ciotola con tutta l’acqua e lascia riposare 40 min.
Metti il mix di semi in ammollo
Dopo 40 min. riprendi l’impasto e inizia ad impastare aggiungendo il lievito, il mix di semi ben scolati, i fiocchi di avena, il sale, la cannella e infine l’olio. Impasta per qualche minuto e poi metti a riposare fino al raddoppio. Riprendi l’impasto e sul tavolo schiaccialo leggermente ripiegandolo poi verso il centro e poi arrotolandolo dandogli una forma regolare. Trasferisci il pane su una teglia coperta da carta da forno e lascia riposare coperto ancora 40 min. Poi spolverizza il pane di farina, fai un incisione lungo un lato e inforna a 230° per 15 min. in forno statico in cui avrai messo un pentolino di acqua sul fondo, poi togli il pentolino abbassa il forno a 200° e cuoci ancora 20/25 min. Per capire se il pane e cotto bussa sul fondo, se fa un suono “vuoto” è pronto.
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13 Comments
Mamma mia che meraviglia 👍👌💯☘️ COMPLIMENTI certo che lo chiamerò sempre il pane dell'Enrico detto in dialetto bustocco úl pàn del Ricu ❤️
Che bontà 👍😋👏👏👏 grazie mille ❤❤❤
❤
Buonissimo e molto tenero questo racconto del papà…❤😢
❤😋 buono il panenrico‼️anche a me piace mescolare farine e semi e da quando metto un po' di semola è ancora più buono 😍
È bello poter ricordare così il proprio papà 😊❤ Mio papà faceva le cosce pollo prima bollite con gli aromi e poi impanate e grigliate al forno. Mia nonna materna faceva un dolce con il mosto d'uva rossa, faceva come una sorta di crema, metteva dentro chiodi di garofano e cannella, amido, cacao e dopo averla versata su dei piattini metteva sopra delle lamelle di mandorle tostate, il profumo che si sprigionava in casa era incredibile 😊❤
cannella capisco ma allora anche un poco di fieno greco
il pane di errico deve essere buonissimo lo immagino con la punta acida del lievito madre
Peccato, non ho l impastatrice
Che bel video, che bella storia ❤e che buon pane. Spero tanto di riuscire a farlo.
Grazie!
Madonna che bella voce che hai.
Bello anche il pane😊
Grazie a te per aver condiviso questo ricordo e questa ricetta!!🙏💖
GRAZIE LO PROVERÒ. CIAO ENRICO.