Ciao a tutti e benvenuti nella Cucina di Nonno Giovanni! Oggi prepariamo un classico intramontabile: la Pasta al Nero di Seppia e il Risotto al Nero di Seppia. Vedremo passo dopo passo come fare, partendo dalla fase più delicata: la pulizia delle seppie e come estrarre il nero di seppia senza rompere la sacca!

Allora, cari amici, oggi una giornata bella, particolare e oltretutto mi sento anche un po’ più in forma. Gli altri video sono stati un po’ eh non lo so, non è che non fossi in forma. Dunque, eh siamo freschi di del nuovo Papa, quindi la frase nuncio Vobis come Magno Gaudio, che ho trovato finalmente al alla metro a Udine. Le seppie sono seppie fresche del Maradiatico, quindi speriamo. Eccole qua. Ho preso quasi tutte quelle che c’erano, eh. E speriamo che abbiano una buona sacca nera, anche perché le le seppie, cari amici, devono essere che comprate per fare il nero di seppie, spaghettone grosso al nero di seppie, non usate altro tipo di spaghetti. Oppure poi vi farò un altro piatto molto bello, molto simpatico che sarà il risotto al nero di seppia e sarà una sorpresa perché rappresenterà proprio la nostra cucina siciliana, ma soprattutto la nostra il nostro grande la nostra grande Etna. Ehm, volevo fare eh una una precisazione, voi lo sapete, per prendere per prendere il nero e e sfilettare le triglie ci vuole un po’ di tempo, quindi poi sarà il secondo step. Eh, questo video lo facciamo in tre step. Questa presentazione che la ritengo abbastanza interessante. Cosa dicevo l’altra volta? Vi vi facevo la differenza la differenza tra uva sultanina, uvetta passa e uvetta di Corinto che si usa che sono due tipi che si usano in piatti diversi in Sicilia, ma guardate che anche in Sicilia l’uva di Corinto non la conosce nessuno, ecco, ed è quella invece che ci vuole, l’abbiamo già detto. Un’altra cosa importante, una un’altra differenza, ecco, sono differenze sottili, però ripeto, non sono disquisizioni, io non sto facendo lezioni di chef a nessuno, quelle ve le guardate su su quelle. Allora, il prezzemolo, benissimo, quello che noi siamo abituati a vedere è questo prezzemolo. Ecco qua. Eh, questo in effetti non è proprio è una qualità di prezzemolo che si chiama colendra, mentre il ed è abbastanza profumato, mentre il prezzemolo, quello più profumato, più aromatico, è il prezzemolo riccio. Anche questo l’ho trovato alla metro confezionato, quindi un un rametto di prezzemolo costa, però si passa. E finalmente ieri con grande gioia ho trovato il finocchietto sempre alla metro, finocchietto di montagna. Eccolo qua. Eh, quindi spero che la la prossima la prossima ricetta potrà essere la pasta la pasta con le sande, perché qua le sando, eh, come ho detto l’altra volta, ci sono m le loro le chiamano le la sardine. Quindi questa presentazione che sarà per come corollario, come come cappello, come si dice in gergo nelle degli oratori, come cappello alla alla preparazione della ricetta dove indicheremo prima il la presa della sacca del nero che è abbastanza difficoltosa e delicata. E successivamente faremo il terzo step che sarà la vera e propria ricetta, quindi cucinare il nero di seppie. Anche lì bisogna essere ligi alle tradizioni e non fare innovazioni e non fare e non fare stratti. Mi pare che ci siamo detti tutto. Tra l’altro quello che c’era e queste sono seppie dell’Adriatico, fresche e probabilmente potranno essere pescate da flotta della Croazia. C’erano anche quelle un po’ più piccole pescate dalla flotta italiana e anche se erano abbastanza piccole, non è detto che non abbiano nero o abbiano poco nero. Eh, la sacca potrebbe essere anche piccola, sì, ma con un nero molto molto molto colorato. Quindi, vediamo cosomai. La prossima volta rimediamo. Speriamo che questo nero sia bello, che possa fare un bel un bel piatto di spaghettone al nero di set. A dopo cari amici. Ciao ciao. Allora, il secondo step è quello di andare a prendere la sacca del del nero e poi tagliare la seppia che ci servirà per per cucinarla. Ehm, come vi ho detto, io le seppie e tutto il resto li ho trovati alla metro di Udine. Eh, ovviamente in questi posti non puliscono il pesce, ma anche qua ho visto che eh non è facile che i i rivenditori, i pesci vendoli puniscono i pesci, quindi sarà un compito mio che è abbastanza dedicato perché se si rompe la sacca non abbiamo abbiamo grandi difficoltà poi a prendere a prendere il nero, quindi ehm Io ci provo, ragazzi, perché ehm non ripeto, non è facile ehm non è una cosa facile, ecco, non è una cosa facile. Quindi, innanzitutto, bisogna Ecco qua. Ecco qua. Ecco, vedete? Questa è la sacca che bisogna tirare con delicatezza e non romperla. M. Ecco, vedete? Questa è la sacca che contiene il il nero, eh, che poi andremo a a e quindi lo mettiamo qua, eh. Il resto, ecco, questa invece è è la tiglia è la seppia. Benissimo. Ehm, questo è l’osso di seppia e faccio una citazione letteraria, non so se ricordate un un libro di poesia di Eugenio Montale e si intitolava Ossi di seppia. Eh, permettetemi di fare di citare un ricordo bellissimo della mia vita, eh, quello di mio suocero che il papà di di Marco, di mio figlio Marco, il nonno di mio figlio Marco, che eh insegnava filosofia e amava tanto questo libro, leggere queste poesie e noi gliel’abbiamo anche messo per portarselo nel suo nel suo viaggio estremo. Va bene dai, eh, non lasciamoci prendere le emozioni. Oh, un’altra cosa importante, non sognatevi assolutamente di andare a togliere questa pelle, questa cosa e rendere bianco il la seppia tagliata, perché è il delitto più disumano che potreste fare per fare su per maneggiare la seppia. La seppia va utilizzata, naturalmente la laviamo. Naturalmente la laviamo. La facciamo a pezzettini. Ecco qua. La facciamo a a pezzettini adesso. Ecco qua. La facciamo a pezzettini. Ecco qua. Che poi sciacqueremo questo sicuramente, anche perché le eh eh le sepe contengono eh un po’ di sabbia, quindi poi alla cottura verrebbe fuori e darebbe m sarebbe estremamente fastidiosa, insomma. Ecco, quindi ecco i pezzettini non devono essere piccoli, anche perché poi nel nel sugo eh della della del nero si devono sentire proprio eh eh in bocca, insomma, naturalmente verranno e eh cotte abbastanza per essere ammorbidite, ma non eccessivamente. Si deve si deve sentire, si deve il cibo si deve sentire. Poi se volete le fotografie del cibo e queste ce ne sono di di di milioni, di centinaia, di migliaia di chef che vi fanno vedere la fotografia del cibo, vi prendono 200 300 € 400 a cranio ovviamente e vi fanno vedere e quindi però a volte questi signori non mi piacciono perché fanno una rivisitazione di ricette che onestamente devono essere mantenute quelle che sono. Ecco, quindi comunque per carità ci mancherebbe altro contestare i mostri sacri della cucina di oggi. Eh beh, per poi quello che mi dispiace è che i giovani che vanno in queste trasmissioni si illudono di diventare chissà che cosa, ma si prestano spesso guardando alcune di queste trasmissioni e i loro protagonisti che sono che sono gli chef si prestano anche insomma a essere ehm non a essere anche a volte e disprezzati. Ecco, abbiamo visto spesso in questi in questa trasmissione questi giudici che buttano e in faccia il cibo ai concorrenti, insomma cose che m dispiacciono. Comunque ripeto, poi ognuno benissimo. Ecco qua. Quindi questo è qua. Ecco qua. Allora, come vi ho detto, io non non ho dosi, non ho faccio le cose a istinto, eh, basandomi su quello che ho fatto sempre in tutti questi anni che mi diretto che mi diretto di cucina. Ehm, direi che queste queste due seppie quando poi le lavoreremo per fare il eh eh qua, vedete? Questa questa è la sacca. Bisogna andarci con grande delicatezza perché non la dobbiamo non la dobbiamo rompere perché poi e ovviamente il nero va via e noi non possiamo non possiamo utilizzare per per la ricetta. dico, considerando la la grossezza eh eh del delle seppie, questa questa sacca, queste sacche non sono proprio, diciamo, m proporzionalmente grandi, però bisogna vedere anche se il nero è abbastanza colora colora è abbastanza denso. Ecco, questo lavoro con le seppie congelate non si può fare. Se voi dovete comprare le seppie congelate per fare il nero seppie, perché questo nero nella sacca, nella congelazione eh diventa granuloso. Quindi quando poi la seppia viene scongelata, eh viene presa la sacca, la sacca non eh non produce quel nero liquido, ma una cosa granulosa che non eh non è assolutamente utile per fare per fare il nero. Ecco, quindi qui abbiamo fatto non dobbiamo togliere nulla, deve stare così grezzo, naturale, semplice come come Dio come Dio l’ha fatta. Eh eh queste ricette sono state inventate dai nostri marinai, quelli che avevano la barca, la paranza e andavano e e poi e poi portavano, quindi e e non avevano tutte queste queste questi metodi o queste fisime di andare a a a Certo, il pesce si puliva, non si mangiava e con la sabbia o con o con altro, però ecco Ecco. Benissimo. Allora, queste due seppie che ehm sto facendo, sto preparando, eh bastano per fare il condimento per eh quattro persone. Sì, per quattro persone, anche perché una delle sacche era è abbastanza e ma poi ripeto, è la consistenza del nero quella che comanda, però vedo qua che il eh Ecco qua. Sì, questo questo nero. Ecco, avete visto? I pezzi sono tagliati grossolani. Sì, esatto, perché poi quando lo mangeremo dovremo sentire il gusto. Dovremo sentire il gusto. Dovremo sentire il gusto. Ecco qua. M. Questo è il blocco e lo leviamo. Ah. Eh, benissimo. Ripeto, lo dobbiamo li dobbiamo lavare questi questi pezzettini perché eh le le le sepe contengono contengono sabbia. Ehm, però poi naturalmente ci sarà il nero che il colore. Va bene? Come secondo step, nel senso di vedere come si deve pulire una triglia, a meno che non avete già il pesciventolo nelle vostre zone, che ve lo pulisce, vi estrae la sacca col nero e quindi vi dà poi la sacca col nero in un bicchierino e il cos. Per cui, fatta questa operazione, il prossimo step sarà quello di andare a preparare materialmente il e e il condimento. A dopo. Allora, eh li ho sciacquati come vi avevo come vi avevo preannunziato. Eh è di una semplicità sconcertante. Non ci sono grandi cose da fare, naturalmente. Un po’ di cipolla tritatafira va messa. Aspetta che qua ecco qua. E lo prendiamoiamo tutto tempo. Ecco, cipolla tritata finemente. Tritata finemente. Aggiungiamo anche due spicchie di aglio che poi che poi toglieremo che poi toglieremo. Eccolo qua. Quindi lasciamo rosolare un attimino e poi dopo dobbiamo scalare la nostra eh le nostre seppie. Eh, scusate, la cucina è un po’ sporca, abbiamo fatto il caffè. Qua siamo in casa per occupare il tempo. Un pensionato che vuole fare qualche cosa e che ha sempre amato la cucina, quindi però sapete che quanti amici in decenni che ho cucinato mi hanno fatto i complimenti, sono venuti eccetera. Quindi non ho nessuna nessunaità. Eh, sono al sono un pioniere, ma sono anche un grandissimo tifoso ultras di quelli addirittura poi da Daspo, no? E della genuinità. Non mi non mi toccate i cibi, non quelli quelli di una volta. Poi oggi possiamo fare tutto quello cheamo. Vediamo di fare rotolare sta cipollina. Ma dai, così parliamo di meno e e quagliamo e quagliamo e quagliamo. Eh, quindi, purtroppo, eh arriverà fra qualche giorno, li ho già ordinati dal mio amico eh del negozio di alimentari a Comis Provincia di Ragusa, il nostro eh estratto di pomodoro. Guardate, è una cosa io io non so perché qua non lo usano, non l’ho visto vendere, quindi si vede che non lo usano, ma quando qua fanno quei brasati, fanno quei gulash e sì, metteranno il concentrato, quello comprato, ma non sanno che cos’è la bontà dell’estratto di pomodoro fresco fatto dalle famiglie e e che poi lo usano per casa oppure magari chi ne va in quantità e poi lo vende e eh ai negozi di genere e è è una cosa, tra l’altro basta poco per dare colore, sapore. Beh, sai, ognuno abbiamo le nostre L’Italia è è stretta e lunga e quindi abbiamo ognuna le nostre le nostre abitudini, però a volte si possono anche compiare tra di loro questo. Va bene. Qua mi pare che sta già abbastanza abbastanza rotolando, eh. sta abbastanza rotolando e quindi Ah, dunque poi per quanto riguarda quando finiremo il il sugo sarà poi e non possiamo aspettare tutto il tempo del video la cottura del del suo del sugo. E ecco qua l’aglio lo abbiamo lo abbiamo tolto, quindi e ecco qua, già siamo pronti per Ecco. E allora ora mettiamo la nostra Come vedete è rigorosamente Come vedete è rigorosamente tagliata a pezzi grossi, grossolati. Si deve sentire quando me prendi la forchettata di spaghettone, mi raccomando, spaghetto. Metti la cucchiaata di spaghettone, la forchettata di spaghettone. Devi anche prendere il pezzo della eh della seppia e lo devi sentire in bocca. E allora mettiamo un po’ di sale. Mettiamo un po’ di sale. Ecco qua. Mettiamo un po’ di sale. Mettiamo un po’ di sale. Mettiamo un po’ di sale. Domani aggiungiamo, eh. Mettiamo un po’ di peperoncino, ma non esageriamo. Eh, ecco, questo qua loiamo. Questo tra l’altro è un peperoncino è abbastanza piccante, quindi è eh sta buttando dell’acqua il Eh, ecco st buttato dall’acqua. Lasciamola, lasciamola buttare. E poi ho questo liquido. Questo è un liquido che butta la la Ecco. Adesso io un po’ di questo liquido lo tolgo. Ora faccio faccio rotolare un poco perché questo liquido poi mi serve per rimetterlo nella Ecco, fuoco fu poco alto e poi però lo faremo cuocere a fuoco a fuoco lento. Prendo un altro poco di questo liquido, di questa questa questetta. Ecco, sfumiamo con un goccio di vino bianco. Bene. E adesso prendiamo le nostre sacche. Ok. Ecco qua. Ecco qua. e abbiamo le tacche le abbiamo rotte, quindi già sta venendo fuori il il nero. Ecco qua. Ecco qua. Questo. Eh, diciamo che la consistenza del Neto è abbastanza soddisfacente. È abbastanza soddisfacente. È abbastanza soddisfacente. Ecco qua. Vediamo mano mano che cuoce la sacca si va. Ecco benissimo. A questo punto metteremo un po’ di Metteremo un po’ di Ecco, purtroppo io qua devo usare, come vedete, il concentrato già pronto e ahimè è questa. Non ho non ho quello di cui vi parlavo. Io sempre in qualunque metto sempre un goccino di quando uso pelati, sass eh no? Una bella sacca di negozi, va dai coraccio. Ecco qua. Benissimo, benissimo, benissimo. Sono soddisfatto, eh. E pensavo che ci fosse qualche problema. Questo sughetto lo mettiamo, quello che abbiamo abbiamo tolto. Benissimo. Anche questo lo lo mettiamo quello che abbiamo tolto. Ecco qua. È un bel nero, ragazzi. E un bel nero. E un bel nero. Ehm, mettiamo un po’ di quel prezzemolo che vi ho detto. Ecco qua. Ecco, non facciamo le imitazioni di quelli là con il Ecco qua. Lo ripressiamo, lo mettiamo. Eh bene. e il coperchio. Vedete, il bello di questi di questi nostri video è che è come se se foste qua in cucina con noi a a divertirvi, a fare. Eh, bello, bello, bello. Queste sabie erano veramente belle. Ora devo pulire tutte le altre perché poi io faccio il nero tutto quello del e me lo congelo. Ma il nero già fatto si può congelare, ma la sacca no, non si può congelare. Eh, cosa dicevo? Niente, adesso dobbiamo mettere un un po’ un po’ di acqua. Scopriamo con con acqua. Ecco qua. Vediamo se è sufficiente. Sì. Benissimo. Eh, perfetto. Non troppa. e metteremo a fuoco lento per ammorbidire, ma non eccessivamente la la porca miseria, ho sbagliato, ho sbagliato il coperchio, eh ho sbagliato il coperchio, eh, per ammorbidire sempre. Dopodiché, quando sarà si sarà ristretto, il sugo al nero di Seppi è pronto. Stasera a casa dei miei nipotini, della nostra dei nostri nipoti, noi caleremo la pasta e metteremo il il nero. Quella sarà un altro l’ultimo l’ultimo step che filmeremo per completare il il video, amici. Quando volete possiamo ah questi video li stiamo collazionando tutti, non collezionando, collazionando eh in un in un canale YouTube che abbiamo fatto che è il la cucina di nonno Giovanni. sarei io il Giovanni in questione ed e ci saranno mano mano che che che mi mi sono inventato questo per occupare il tempo da da pensionato. Mano mano che faremo questi video, queste paghe, questi condimenti, queste queste pietanze che mi vengono in testa, le metteremo e se avete il tempo di guardarlo, eh di di mettere mettete anche io quando ospito, ho ospitato sempre persone a casa mia o amici intimi o gente magari persone con cui c’erano delle cene un po’ più e diciamo di rappresent entanza. Ho sempre chiesto, ma con grande sincerità, se quello che hanno mangiato non dico non andava bene, ma aveva bisogno di un di una di una correzione. Io accetto qualunque bisogna non sono io sono un pessimo artigiano e nasco anche pessimo farmacista. Ho ho esercitato questa professione come collaboratore, come farmacista per 55 anni. Ho 78 anni, ho cominciato a 25 a 23 anni, quindi va bene. All’ultimo step che sarà la pasta col nero. Speriamo che i miei nipotini la assaggino perché non è facile, è una pasta un po’ particolare. Ciao. Ciao. E allora abbiamo fatto stringere il le nostre seppie con eh il il poco di concentrato di pomodoro. Non abbiamo l’estratto. Eh, per favore, vieni qua e vieni e vieni e fa vedere. È venuto veramente divino. Guarda, guarda, guarda che nero. Guarda che nero. Guarda, guarda, guarda, guarda, guarda, guarda. Eh. Mmm. Piccante al punto giusto. Una meraviglia. Mm. Mm. Guardate cosa ho trovato nel negozietto di quel ragazzo di Ribera, siciliano. La pasta poiatti, lo spaghettone poiatti, una meraviglia, non mi aspettavo di trovarlo. È una pasta siciliana di un passificio siciliano. Eh, lo spaghettone. Bellissimo. Quindi calamo lo spaghettone. Guarda che belle che belle mandarine, aranci che vende. un ragazzo che ha messo su ha tol messo questo negozietto di prodotti siciliani e c’ha anche l’olio di sua produzione e quindi va assolutamente aiutato. Ecco qua la pasta e mettiamo il nostro bellissimo nero di seppie. Ecco qua. Eh, perfetto, perfetto. Guarda, guarda, guarda. Paghettone poiatti con il nero di seppie. Benissimo. Allora, adesso mettiamo mettiamo nel piatto questo, lo togliamo benissimo. E mettiamo nel piatto il nostro il nostro spaghetto col con col nero. Lo vedete i pezzettini di seppi? Lo vedete? Ecco, si mangiano, si devono sentire in bocca. Noi noi non facciamo un bel cosine. Ecco, allora abbiamo fatto eh lo spaghettone, eh abbiamo visto anche l’ottimo risultato, è sempre col nero perché ne ho fatto eh un po’ un po’ parecchio, le le seppie erano parecchie, infatti questo qua adesso ho finito di fare gli spaghetti. Facciamo anche un risottino. Voglio fare un un risottino e se ci riesco con un impiattamento molto particolare che comunque è un’idea rubata a un ristorante importante di Catania, la la siciliana che fa la che presenta il risotto in maniera eh simpatica. Vediamo se ci riesco e ve lo presenterò in quella in quella maniera. Naturalmente per fare un un risotto è semplicissimo. Faremo eh rosolare nella nostra mini mini risottiera il eh il lo scalogno. Ho tagliato ho tagliato molto molto molto fino. Ehm, ecco qua. Andato molto figo, eh, appena ecco mettiamo il nostro il nostro rischio. Naturalmente ho fatto eh un paio un paio di porzioni giusto per per fare vedere un po’ la la ricetta. Eh, lo facciamo un attimo. Ecco qua. Facciamo un attimo. E dunque io quando faccio il risotto con a base di pesce, frutti di mare, eccetera eccetera, uso uso molto uso sempre, no molto, uso sempre il eh l’acqua che rilasciano le cozze quando si aprono, quando si mettono ad aprire. Purtroppo non ho trovato cozze, quindi mi aiuterò con un po’ di ehm dado vegetale eh a base a base di di pesce, insomma. Comunque non è non è quello. Credetemi che quando dovete fare roba a base a base di frutti di mare eh mettete sempre quel quel quell’acqua, quel liquido che rilascia rilasciano le gozze che dà un sapore eccezionale. E quindi cominciamo a fare a fare il nostro il nostro il nostro risotto. Eh, il risotto è il riso riso acquerello. È un riso molto costoso, ma è uno dei dei risi più eh più buoni e più e più rinomato. che viene invecchiata addirittura come tante altre cose in cui si vende eh perché qui c’è il eh eh un po’ di salsa di pomodoro e un po’ di ricotta perché, ripeto, se ci riuscirò e vorrò fare un impiattamento eh come eh quello come quello che fa il questo ristorante eh di Catania che che si chiama la siciliana e se vi capita di andare a Catania Andate, andate lì perché è un ristorante, eh, veramente dove si mangia si mangia bene, si spende anche abbastanza. Non è non è Va bene. Ovviamente non non dilunghiamo il il video fino ad arrivare alla alla cottura del del riso. Quindi quando il risotto quando il riso sarà eh molto al dente, quasi quasi quasi pronto, poi io metterò il condimento e faccio mantecare ulteriormente. Quindi possiamo sospendere il video e riprenderlo non appena saremo quasi quasi pronti. E allora il riso già sta eh raggiungendo la sua cottura e quindi adesso andiamo a mettere il nero. Ecco qua. E mantechiamo fino a quando non raggiunge la cottura. Ovviamente il riso eh non va affatto al dente. E naturalmente naturalmente i pezzettini della seppia si devono sentire alla masticazione. Si devono sentire alla mtiazione. Non non deve essere un un sugo. Non no. E il nero dippie. Adesso cominciamo a sentire. M il gusto è magnifico. La quantità di nero è abbastanza. Il riso sta già quasi per essere pronto al dente, ovviamente. Mm, buonissimo. Buono, buono veramente. Insisto ancora, come vedete, i pezzettini di seppie si devono sentire in bocca, anche perché, come ho detto durante la la realizzazione del nero erano abbastanza morbide le sette, quindi squagliano in bocca i pezzettini. Sì, non lo non lo facciamo troppo asciutto e quindi spegniamo e andiamo andiamo a impiattare una di una semplicità di una semplicità unica. Non abbiamo da fare grandi cose. Ecco per basso. Eh eh eh. Ecco, questo è il nostro Voilà. Nero di seppie. Questo è il nostro nero di seppie. Allora, eh la pasta l’abbiamo, lo spaghettone l’abbiamo visto, il risotto, il risotto pure. Eh, adesso voglio fare eh un questo esperimento di questo impiattamento eh particolare. E allora vi avevo detto che volevo fare l’altro impiattamento rubando e e ovviamente se mi dovessero vedere sto dichiarando di di fare una imitazione del loro piatto importante. Tra l’altro questo ristorante a Catania, la Siciliana, offre poi a fine a fine pasto il il loro piatto del Buon Ricordo che appunto il ci sono ristoranti del Buon Ricordo e una catena in tutta Italia, il piatto del Buon Ricordo. Allora, loro cosa fanno? fanno il risotto a al nero. E poi voglio rappresentare l’Etna che è la nostra una delle nostre attrazioni importanti, spesso ci dà anche un po’ di fastidio e un po’ di paura, ecco, facendo impiattando eh a modi di di montagna con un po’ di ricotta che rappresenta un po’ la neve e un po’ un pizzichino di di salsa che rappresenterebbe appunto il fuoco. E mi pare che lettera in questi ultimi anni di eruzione, di fuochi e di di di cose meravigliose ce ne ha regalate tante, però quando quando lei è è in attività ci fa sempre un po’ di paura. Quindi questo è un impiattamento normale in un piatto gourmet, ce l’abbiamo anche noi, tanto per fare figure, eh risotto al nero di seppio. E questa invece la presentazione, ripeto, eh è rubata nel senso buono a questo a questo risto, però è graziosa e ci vuole anche un po’ un po’ di tempo a farla e mi sono inventato, insomma, un coppa bassa, l’ho cercata di fare al al meglio. E allora abbiamo presentato in questo video il la costruzione del nero di seppie partendo dalla dal dalla pulizia della seppia, prendendo la sacca e poi naturalmente la cottura, la cottura del nero vero e proprio. Eh, abbiamo fatto lo spaghettone e se lo trovate utilizzate sempre lo spaghettone perché è è più è più buono e e abbiamo fatto anche il risotto, diciamo le due i due modi in cui si presta a essere utilizzato il il nero nero semplicità, artigianalità, simpatia e divertimento. troverete sul nostro canale YouTube La cucina di nonno Giovanni e ehm prenderemo in considerazione altre altre pietanze sempre siciliane. Grazie dell’attenzione e ciao a tutti. M.

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